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Esami Clinici

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ALLUMINIO
L'Alluminio (Al) è il terzo elemento più frequente sulla crosta terrestre; è perciò ubiquitario nell'ambiente, tende a formare ossidi molto stabili. L'assorbimento di Al ingerito con l'alimentazione (circa 4 mg/giorno) attraverso il tratto gastroenterico è molto limitato, meno dell'1%; l'acidità gastrica e l'ingestione di citrato lo favoriscono. Nel sangue l'Al viene trasportato per l'80% dalla transferrina (a concentrazioni elevate inibisce la capacità della transferrina di traspotare normalmente il ferro), e per il 20% si lega a piccole molecole. L'Al è in grado di inibire alcuni enzimi del metablismo dell'organismo, ed ha effetti negativi sulle ossa, perchè inibisce la deposizione di nuova matrice ossea e la sua mineralizzazione. La sua eliminazione principale è attraverso i reni. L'idrossido dl Al viene usato in medicina come antiacido gastrico e come agente legante i fosfati nei pazienti in dialisi. La tossicità da alluminio si verifica principalmente per accumulo nei casi di insufficienza renale cronica trattati a lungo con questi farmaci. L'Al si accumula soprattutto nelle ossa (dove può provocare osteomalacia resistente al trattamento con Vitamina D) e nel cervello (encefalopatia, demenza da dialisi). L'eccesso di Al assorbito in questi casi viene rimosso con un farmaco che lo lega (desferroxamina, agente chelante) e lo elimina atttraverso le urine; la quantità eliminata nelle urine può dare indicazioni dell'entità del sovraccaricodi Al presente nell'organismo.
Campione: sangue

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