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Esami Clinici

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ACIDO FENILGLIOSSILICO
La determinazione dell’Acido Fenilgliossilico ( GFL ) e dell’Acido Mandelico ( MDL ) viene impiegata per il monitoraggio biologico dei soggetti esposti a Stirene. Infatti lo Stirene viene trasformato dall’organismo dapprima in Stirene-ossido, quindi in Feniletilenglicole e successivamente in Acido Fenilgliossilico e Acido Mandelico i quali vengono eliminati immodificati. L'esposizione a concentrazioni superiori (200-400 ppm) causa irritazione transitoria delle mucose congiuntivali e nasali e frequentemente cefalea, vertigini, sonnolenza, turbe della memoria diminuzione dei riflessi; a 500 ppm è costante l'irritazione congiuntivale delle prime vie aeree ed è frequente la tosse. Una sintomatologia irritativa a carico delle congiuntive si manifesta per un'esposizione a 800ppm; la permanenza a queste concentrazioni causa svogliatezza, sonnolenza, astenia muscolare e depressione. Lo stirene liquido, essendo una sostanza molto irritante, può causare eritema, secchezza della cute e delle fissurazioni; l'insorgenza di dermatiti può essere facilitata dal contemporaneo uso di altri solventi. Lo stirene può determinare alterazioni a carico del sangue caratterizzate da riduzione dei globuli bianchi con linfocitosi relativa, alterazioni della funzionalità epatica e talvolta sono state evidenziate in alcuni soggetti esposti a turbe digestive, nausea, vomito, perdita di appetito e stanchezza. Lo stirene è un possibile cancerogeno.
Campione: urine

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